"L'ultima ruota del carro" di Giovanni Veronesi descrive le vicissitudini di un Italiano "normale"

Ritratto di Giuliano Francesco
Titolo: L’ultima ruota del carro
Regia: Giovanni Veronesi
Soggetto e Sceneggiatura: Giovanni Veronesi, Ugo Chiti, Filippo Bologna, Ernesto Fioretti
Produzione: Italia, 2012
Cast: Elio Germano, Richy Memphis, Alessandra Mastronardi, Virginia Raffaele, Sergio Rubini,Alessandro Haber, Massimo Wertmü ller,Ubaldo Pantani, Dalila Di Lazzaro, Luis Molteni, […]
 
“L’ultima ruota del carro”, film che ha aperto fuori concorso il Festival Internazionale del Cinema di Roma 2013, è una commedia esilarante, spassosa, con un sentore ironico della politica, che diverte lo spettatore continuamente e lo tiene attento per tutta la sua durata. Basato sulla storia recente dell’Italia, esattamente quella che va dal 1967 fino all’era berlusconiana, cioè quella che va dal boom economico fino alla decadenza economica, etica, morale e politica dell’Italia, esso descrive le virtù, personificate soprattutto da Ernesto (Elio Germano), da sua moglie Angela (Alessandra Mastronardi) e dal suo amico pittore (Alessandro Haber), e i vizi, personificati fondamentalmente da Giacinto (Richy Memphis) e dal truffaldino Fabrizio Del Monte (Sergio Rubini). In questo lasso di tempo ci sono le Brigate rosse, c’è l’omicidio di Aldo Moro, c’è l’ascesa al potere dei socialisti e quindi di Bettino Craxi e del suo esilio ma, accanto a queste nefaste turpitudini, ci sono la vittoria del Mondiali dell’Italia del 1982 e  le vicissitudini di una delle tante famiglie normali, di cui non si parla mai appunto perché “normali”. Il titolo deriva da una frase detta all’inizio del film dal padre (Massimo Wertmüller)  - “Tu in questa famiglia sei l’ultima ruota del caro, capito?” - al figlio Ernesto quando si accorge dalla pagella scolastica che questi non è portato per lo studio. Per questo lo avvia al lavoro. Da quel momento e in quel lungo arco di tempo, inizia la descrizione delle traversie di Ernesto che, per il suo carattere, la sua integrità morale e per la sua grande umanità, risulta essere un italiano che esce dal coro, si allontana da quei “todos caballeros”, cioè da quegli stereotipi che i mass media oggi propagandano insistentemente e li emargina, e che dimostra di essere anche un marito fedele. Per questo Ernesto risulta essere un eroe del nostro tempo come Antonio Pane (Antonio Albanese), “L’intrepido” (2013) di Gianni Amelio, che sottolinea con forza e vigore che di tutti gli Italiani non si può fare lo stesso fascio e che ce n’è una buona parte che è onesta, lavora e paga le tasse, e vive in una famiglia “normale”, con le sue gioie e i suoi dolori. È nell’essere semplice, onesto, integerrimo, lavoratore, amante della famiglia, anche pauroso, l’essere eroe del nostro tempo! Essere cioè quello che un tempo veniva considerato un uomo “normale”. Giovanni Veronesi dopo il suo capolavoro “Manuale d’amore (2005) con il quale si guadagnò il Nastro d’Argento per la migliore sceneggiatura, realizza “L’ultima ruota del carro”, il suo film migliore, con il quale si confronta con i più grandi registi della commedia all’italiana quali sono stati Monicelli, Scola e Risi.  
Richy Memphis, Alessandra Mastronardi (nomination Nastro d’Argento 2012 come migliore attrice non protagonista del film “To Rome with Love” di Woody Allen), Virginia Raffaele, Sergio Rubini, Alessandro Haber, molto bravi affiancano un bravissimo Elio Germano che in questo film ha superato se stesso.
Francesco Giuliano