Libertà di pensiero, Cultura e Democrazia sono valori umani inscindibili e irrinunciabili

Ritratto di Giuliano Francesco
La Cultura presuppone il pensiero libero per cui su di essa non dovrebbero esserci veti né di natura religiosa né politica né economica. Tutt’altro. Incentivare la libertà di pensiero e quindi la ricerca significa contribuire allo sviluppo socio-economico e quindi democratico di un Paese. Gli esempi che si susseguono nella storia europea sin dal XVII secolo sono molto esplicativi e questi dovrebbero essere di esempio per il nostro Paese, la cui azione politica degli ultimi decenni tende a limitare la libertà di pensiero, a tagliare i fondi alla ricerca e a sfoltire gradualmente il bosco alimento della democrazia.
In Francia, Jean Riolan, uno dei primi protochimici della storia della chimica, nel 1635, fondò, sotto la protezione del cardinale Richelieu, il centro culturale Jardin du Roi, dove per la prima volta venne impartito l’insegnamento della chimica. Questo centro, pur essendo disapprovato e contrastato dai cattedratici dell’Università della  Sorbona, ebbe un grande successo tant’è che fu la culla della chimica francese e diede origine alla scuola del grande Lavoisier, uno dei fondatori della chimica moderna. Ovviamente tutto questo avvenne in seno a quel grande movimento filosofico nato dal razionalismo cartesiano, noto come Illuminismo. Tale movimento fu una vera e propria rivoluzione culturale in quanto poneva, come fondamento basilare della società, la ragione e la libertà di pensiero che rese la cultura, considerata un fondamentale strumento di democrazia e di sviluppo economico, accessibile a tutti. Furono denigrate così l’ignoranza, e la religione che tramite la superstizione si opponeva ad ogni forma di evoluzione sociale. L’Illuminismo determinò, quindi, la nascita e lo sviluppo della democrazia fino ad allora invisa alla casta nobiliare. Da esso, infatti, presero origine prima la Rivoluzione industriale e poi la Rivoluzione francese che influirono positivamente sulla crescita economica della Francia.
Questo dimostra come un movimento filosofico possa influire positivamente sullo sviluppo di un paese.
In Svezia, nello stesso periodo storico, lo sviluppo della chimica contribuì alla creazione di una grande potenza militare ed economica in seguito all’espansione dell’industria mineraria e metallurgica.
In Olanda, dopo l’occupazione spagnola, si proclamò la repubblica e ciò, come avviene sempre in democrazia, determinò un grande progresso economico perché lo Stato puntò tutto sulla ricerca  e sull’applicazione delle nuove tecnologie.
In Russia, invece, avvenne qualcosa di diverso perché il rinnovamento sociale fu dovuto allo zar Pietro il Grande. Prima di lui la Russia versava in una situazione di arretratezza dove l’ignoranza e la superstizione erano dominanti e l’istruzione pubblica inesistente. Lo zar seguì la strada più breve per risolvere questa situazione di degrado sociale chiamando in Russia diversi scienziati dell’Europa occidentale che crearono scuole e impartirono insegnamenti fondati sullo sviluppo di uno spirito critico. In pochissimo tempo questo generò un grande sviluppo della cultura scientifica russa (bibl. Salvatore Califano, Storia della chimica, vol. I, Bollati Boringhieri, 2010)..  
Laddove, invece, non si intese che i risultati di una ricerca avrebbero potuto portare grandi benefici si perde la possibilità di crescita. L’esempio della nitroglicerina è chiaro. La nitroglicerina o pyroglicerina è un potente esplosivo prodotto nel 1847 da Ascanio Sobrero (1812-1888) che non ebbe, però, né l’intuizione né la precisa idea delle molteplici applicazioni tecniche che la nitroglicerina avrebbe potuto avere come sostanza esplosiva, per cui se ne disinteressò, rinunciando inconsapevolmente ad una opportunità proficua sia individuale che collettiva. Sobrero, infatti, pubblicò nel 1860 una nota Sulla pyroglicerina, nel Repertoire de Chimie appliquée,  di cui Alfred Nobel (1833-1896), chimico svedese, venendone a conoscenza fruttò le proprietà della nitroglicerina creando una grande fortuna economica e una fama imperitura. Scrive I. Guareschi (1914) “che se Sobrero non pubblicava la sua nota nel 1860, forse Nobel non si sarebbe ricordato dell’esistenza della nitroglicerina”. Alfred Nobel, infatti, un anno dopo, presso Stoccolma costruì un’industria per la produzione di nitroglicerina. Questa sostanza, essendo un liquido instabile che esplode al minimo urto, costrinse Nobel ad eseguire svariati tentativi per renderla più stabile. Nel 1867, appunto, scoprì la dinamite ottenuta impastandola con il 25% di Kieselgur.
Francesco Giuliano