L’impianto di Fitodepurazione prende il via a Foce Verde di Latina

Ritratto di Giuliano Francesco
Oggi, venerdì 13 giugno 2014, alle ore 10.30, in via Massaro, a Foce Verde di Latina, sarà inaugurato dal Comune di Latina l’Impianto Sperimentale di Fitodepurazione,  in ambito urbano, sulla base del progetto Rewetland. Tale progetto è stato finanziato dalla Comunità Europea, relativamente alla Riqualificazione Ambientale dell’Agro Pontino con la sperimentazione di “una serie di trattamenti biologici per la riduzione dell’inquinamento diffuso da fitofarmaci  e la bio-attenuazione dei carichi inquinanti attraverso l’impiego di strumenti di fitodepurazione …”.
Per sommi capi la fitodepurazione è un sistema di depurazione naturale delle acque reflue sia urbane che agricole, talvolta anche industriali, che fa uso di piante superiori (macrofite) acquatiche che creano un habitat adatto alla crescita della flora batterica che, appunto, è l’artefice del processo di depurazione biologica.
Uno strumento, dunque, che non richiede energia e neppure grande opera di manutenzione.
La fitodepurazione, infatti, si avvale di diversi  sistemi, quali quello ad alghe (microfite) cellulari, quello con piante acquatiche galleggianti, quello con piante acquatiche radicate sommerse e quello con piante radicate emergenti. A flusso sommerso o a flusso superficiale.
La pianta più utilizzata, nei sistemi a flusso sommerso, è la “cannuccia di palude” (Phragmites australis) che trasporta l’ossigeno dell’aria fino in profondità, creando microzone di ossigeno che vengono colonizzate dai batteri aerobici, a cui è affidato il compito della depurazione. Nei sistemi a flusso superficiale si usano piante acquatiche che reggono livelli di inquinamento elevati, come Caltha palustris o Lytrhum salicaria.
Francesco Giuliano