Intervista alla Dirigente scolastica del Liceo Scientifico “Grassi” di Latina

Ritratto di Giuliano Francesco
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31/12/2016
Ultimamente, per diversi fatti che mi hanno coinvolto personalmente, ho avuto modo di conoscere la DS Loretta Tufo, dirigente di uno dei più prestigiosi istituti scolastici di Latina e provincia, che reputo una professionista della scuola molto preparata e dalle idee innovative e moderne. In definitiva, una donna giusta al posto giusto. Per questo le ho chiesto di pote rla intervistare e di rispondere ad alcune domande.
Da quanto tempo è dirigente del Liceo Scientifico “Grassi” di Latina?
“Dall’anno scolastico 2012/2013. L’attuale è il secondo”.
Oggi c’è una disaffezione verso la scuola sia da parte degli studenti, ma soprattutto da parte delle famiglie, le quali piuttosto che richiamare i propri figli se la prendono spesso con l’istituzione scolastica. A cosa pensa sia dovuto questo atteggiamento dei genitori?
“È dovuto allo scarso senso dei genitori di essere autorevoli piuttosto che autoritari, e rinunciatari verso l’educazione del proprio figlio. Il genitore è convinto che deve essere sostegno del proprio figlio e che è capace di promuoverne la maturazione del sé autonomamente, senza alcuna interferenza. Questo comporta, in sintesi, il diniego.
Riguardo la metodologia di insegnamento adottata, qual è il suo parere? Secondo lei è ancora utile, ai fini di una proficua formazione dello studente che ben si adatti alla fluidità della società moderna, quella tradizionale oppure è preferibile quella moderna di tipo attivo, in cui lo studente da spettatore diventa attore?
“Secondo me la strategia del problem solving  è la più rispondente ai profili formativi e apprenditivi che devono essere ampi perché le professioni, oggi, si consumano presto e sono sostituite da nuove. La persona, di conseguenza, deve avere una formazione aperta che le consenta di adattarsi al nuovo. Per dirla con Franco Frabboni, è necessario seguire l’iter formativo: sapere - saper fare - saper essere - saper inventare, mediante la didattica laboratoriale”.
La metodologia didattica, in linea generale, deve tener conto delle peculiarità  di ogni disciplina?
“Certamente deve tener conto del linguaggio e della finalità educativa di ciascuna”.
La Scuola italiana ha ancora un impianto fondato sull’idealismo gentiliano, secondo cui ogni scienza è empirica e dogmatica, perché presuppone di conoscere il conosciuto: appunto come Platone presupponeva allo spirito le idee, che sono pure l’oggetto del suo conoscere. Per l’idealismo soltanto la cultura umanistica è in grado di sviluppare le capacità cognitive fondamentali dell’individuo, mentre l’importanza della scienza nel mondo moderno è ridotta ad aspetti pratici, tecnici, utilitari. Pensa che sia ancora utile la separazione della cultura umanistica da quella scientifica, ovvero della divisione delle discipline scolastiche in umanistiche e scientifiche ai fini della metodologia adottata?
Assolutamente no! Perché il sapere deve essere tale da consentire di leggere le varie sfaccettature della cultura. Il pensiero scientifico da solo non può interpretare la realtà. La scienza è mediata dalla capacità dell’individuo di leggere e comprendere il reale. Lo scopo della scienza è la conoscenza nell’ambito di un’etica”.
A cosa è dovuto il boom delle iscrizioni che si sta registrando  in questo Liceo?
“Credo di svolgere, non un potere impositivo, arido e divisivo, ma una funzione basata su un’ampia flessibilità, su regole dinamiche relative alle necessità individuali nel rispetto di quelle collettive, che non trascura di curare le relazioni con i docenti, con gli studenti e con le famiglie. Una funzione, altresì, basata su princìpi fermi, che tenga conto della sfera emozionale individuale e che promuova collaborazione, condivisione e acquisizione di consapevolezza”.
Qual è lo stato dell’arte sulla possibile trasformazione dell’attuale Liceo scientifico in quello di Liceo Scientifico e Sportivo?
“Va chiarito che il Liceo Scientifico con sezione Sportiva, che prenderà il via  il prossimo anno scolastico, con una classe soltanto per provincia a livello nazionale, e per Latina con una classe assegnata a questa scuola, non cambierà i connotati del Liceo Scientifico ordinario, di cui mantiene l’impianto tradizionale. Esso sarà caratterizzato da tre ore di scienze motorie e da tre ore di discipline sportive (tennis, calcio, ecc.) affiancate dal diritto sportivo”.
In questa scuola tra i docenti, ce n’è uno che, in particolare, spicca sia per qualità umane che professionali. Mi riferisco al professore Enzo Bonacci, docente di Matematica e Fisica, il quale, sin da giovane, è stato tempestato di un susseguirsi di premi che hanno messo in evidenza le sue ottime e peculiari competenze linguistiche, letterarie e scientifiche. Non solo. Gode di ottima fama a Latina, ha un ottimo rapporto empatico con gli studenti ed è ben voluto dai genitori. Me lo sono trovato, talvolta a mia insaputa, come relatore in diversi convegni scientifici e anche in vari concorsi letterari. Cosa ne pensa di avere un’eccellenza italiana di tale valore tra gli insegnanti di questo Liceo?
“Felice di averlo come docente in questa scuola. Sottolineo il fatto che è giovane e che mette volentieri a disposizione il suo tempo. Se pur timido e riservato, ha un buon rapporto personale con gli studenti e le loro famiglie, e con i colleghi. È una risorsa validissima in questo ambiente scolastico di alta professionalità. Gli auguro un futuro che vada al di là della scuola. Mi piace, quando posso, seguirlo in ogni sua performance esterna alla scuola”.
Recentemente sono venuto a conoscenza che il prof. Enzo Bonacci, che è anche ingegnere chimico, è tra i candidati della XIV edizione del prestigioso premio Sapio 2014, in quanto sono stato il presentatore del suo lavoro di ricerca “Studio sperimentale sulla cristallizzazione dell’acido citrico monoidrato” che, grazie alla sua originalità, recentemente ha ottenuto pure il diritto di stampa. In tale edizione, questo Liceo figura quale Ente di appartenenza del docente. Non crede che, in tal caso, il Ministero dell’Istruzione non debba assegnare una nota di merito ad un docente di tale levatura?
“Mi auguro che questo Ministero ponga attenzione a ciò. Io mi muoverò in questo senso”.
Francesco Giuliano