Calcio, Di Donato guiderà il Latina per altri due anni – ilmessaggero.it

La firma tanto attesa è finalmente arrivata. Daniele Di Donato ha rinnovo il suo contratto con il Latina Calcio 1932 fino al 2024, a conferma della volonta, da parte dell'allenatore e della società, di proseguire in un percorso di crescita che possa permettere ai nerazzurri di diventare una realtà importante nel campionato di Lega Pro. Confermato in blocco il suo staff, con il quale ieri ha partecipato all'incontro con i tecnici della provincia pontina nell'evento organizzato dall'associazione italiana allenatori di calcio presso il circolo cittadino. Il trainer nerazzurro insieme a Daniele Bedetti, Nicola Albarella, Augusto Del Duca e Alessandro Micheletti si è confrontato con i colleghi analizzando tanti aspetti del lavoro svolto durante l'anno. Ad aprire la conferenza ci ha pensato Gennaro Ciaramella, presidente dell'Aiac Latina: Desideravamo omaggiare Di Donato e i suoi collaboratori per quanto fatto nel primo anno in C, un campionato vissuto da protagonisti che ha portato alla salvezza. Allo stesso tempo ci sembrava doveroso dare la possibilità a tutti gli allenatori del nostro comprensorio di confrontarsi con dei professionisti del settore e acquisire nuove conoscenze da poter riproporre poi nei club di appartenenza.

I PROTAGONISTI
Il vice allenatore Daniele Bedetti ha preso la parola illustrando il programma settimanale che parte dalla visione della partita svolta la domenica, passando poi per l'analisi dei GPS, il report medico, la condivisione degli obiettivi quotidiani e gli allenamenti della settimana, oltre alla produzione del materiale video da proporre ai giocatori. Il martedì si procede poi con una riunione tecnica, seguita da un meeting video con la squadra e l'allenamento sul campo. Interessante anche la giornata di venerdì con un nuovo video utile a analizzare punti di forza e punti deboli degli avversari, per poi il sabato prima della rifinitura andare a visionare dei tagli che riguardano i calci piazzati. Per quanto concerne la parte atletica, è intervenuto il preparatore Nicola Albarella che ha sottolineato l'aspetto delle azioni ad alta intensità che ha di fatto cambiato negli anni la metodologia del lavoro. Attraverso dei dati specifici, è possibile calibrare il lavoro cercando di andare a migliorare le prestazioni di ogni singolo calciatore. Lo facciamo attraverso il sistema cardiofrequenzimetro e il GPS per valutare carico interno e carico esterno. In questo modo diamo un senso ai volumi di lavoro, sintetizzando sia l'operato del tecnico e quello del preparatore atletico. Come Latina Calcio usiamo un sistema integrato, cerchiamo di capire quanti metri si percorrono durante l'esercitazione, allenando così al meglio il cuore. Sviluppiamo concetti che vanno a riproporre il credo di mister Di Donato con la certezza che tutti si allenano allo stesso modo.

IL MISTER
Il momento clou è arrivato con l'intervento dell'allenatore nerazzurro: Un tecnico da solo non fa strada, ha bisogno di avere uno staff importante e io ho avuto la fortuna di incontrare cinque anni fa una persona competente come Bedetti e nel capoluogo pontino altri professionisti che ci hanno permesso di lavorare nel miglior modo possibile Di Donato ha sottolineato l'importanza del gruppo: Mi piace dialogare, esigo il confronto, è giusto che ci siano idee diverse, non mancano discussioni accese che ci permettono di crescere e migliorare. Per quanto riguarda le situazioni di campo punto molto sull'uno contro uno, sia in fase difensiva che offensiva, l'obiettivo è accettare il duello e vincerlo, credo che ci debba essere una pressione costante, si deve correre in avanti e non indietro. Bisogna recuperare palla il prima possibile, in questo modo si fa meno strada per andare a segno. Credo sia fondamentale dare dimostrazione di forza e coraggio, la palla va gestita e mai buttata, una volta superata la prima linea di pressione, occorre categoricamente andare dritti fino in fondo. Al di là dei numeri è l'idea a risultare determinate, anche i difensori devono partecipare all'azione offensiva. Un altro aspetto delicato riguarda la comunicazione con il gruppo e la stampa: I tempi sono cambiati rispetto a quando giocavo, è importante saper parlare con tutti dal più giovane al più esperto e anche con i giornalisti penso sia giusto avere un confronto aperto. Accetto gli elogi così come le critiche, fanno parte del gioco

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