Un interessante Convegno al Museo della Terra pontina di Latina: “I colori della città di fondazione – Tutela, recupero e valorizzazione delle superfici architettoniche degli edifici storici e di Fondazione”

Ritratto di Giuliano Francesco
 
Sabato 9 maggio si è tenuto, presso il Museo della Terra pontina, l’interessante Convegno “I colori della città di Fondazione – Tutela, recupero e valorizzazione delle superfici architettoniche degli edifici storici e di Fondazione” con gli interventi mirati di specialisti del settore, e cioè dell’arch. Ugo De Angelis su “Il piano del colore della città di Latina”, dell’arch. Omero Marchetti su “Scenari del futuro della Terra pontina” e, infine, dell’arch. Elisabetta Casoni su “Itinerario turistico della città di Fondazione”.
Il Convegno, a cui è intervenuto un folto pubblico, si pone degli importanti e concreti obiettivi rivolti alla realizzazione di nuovo modello di sviluppo economico e culturale che dia slancio alla città di Latina e alla sua popolazione. Il primo di questi obiettivi con finalità storica e sociale riguarda il recupero e la valorizzazione del patrimonio cittadino che identifica, in modo inequivocabile, la comunità latinense nelle sue diverse sfaccettature culturali, mentre il secondo con finalità occupazionale, e quindi lavorativa, è legato ad una visione proiettata verso uno sviluppo economico e turistico sostenibile.
L’integrazione dei suddetti tre interventi vuole costituire la premessa di un’azione politica e sociale volta a fare acquisire un’identità campanilistica alla popolazione latinense, che veda nella città in cui vive non un “dormitorio” ma il principio di un accrescimento culturale che serva pure a darle un’identità comune. Pensare ad un futuro prossimo, in cui la restaurazione degli edifici con i colori della città di Fondazione estesa “in un più vasto e articolato regolamento del cosiddetto restauro del ‘moderno’ o meglio del ‘contemporaneo’ in una logica di intervento che coinvolge i caratteri architettonici e formali di tutti gli edifici”,  già di per sé creerebbe curiosità e costituirebbe un’attrazione turistica importante. La realizzazione di tutto ciò non sarebbe una cosa di un altro mondo. Ci vorrebbe soltanto un’oculata organizzazione e un pizzico di buona volontà.
       L’arch. Ugo De Angelis, riferendosi al progetto promosso nel 2008 dall’Assessorato alla Qualità Urbana del Comune di Latina, approvato con deliberazione Commissariale n. 115 / 2010,  con un nutrito e variegato intervento, sostiene nel suo intervento,
       tra l’altro, che  “Occorre  altresì  sottolineare  che tale strumento urbanistico non si limita alla sola individuazione dei caratteri cromatici delle facciate, ma si estende in un  più  vasto  e articolato  regolamento  del   cosiddetto  restauro  del ‘moderno’ o
       meglio  del ‘contemporaneo’  in una  logica di  intervento  che  coinvolge i caratteri architettonici e  formali di tutti gli edifici. Una particolare  attenzione  viene   rivolta  al  patrimonio  edilizio  “storico”  della  Città di Latina,  realizzato  nell’arco  di un
       decennio dal 1932 al 1942 che può fregiarsi del Titolo di ‘Città di Fondazione’,...”. L’arch. Omero Marchetti con il suo interessante discorso su “Scenari del futuro della Terra  pontina”, riferendosi  alla “Città  del  sole” del  filosofo calabrese Tommaso
Campanella, morto nel 1639, asserisce che “La città è sempre a cavallo tra una forma fisica ed un progetto ideale, filosofico, culturale. Non riesce ad essere la semplice descrizione di un luogo fisico, è un luogo della mente, semmai la forma fisica è l’espressione visibile di volontà diverse, di progettualità integrate, di un pensiero complessivo che al suo centro ha sempre l’uomo. Un mondo affacciato su mondi altri da sé, ma che a questi allude e rimanda, e da questi deriva e nello stesso tempo  a questi tende come in un gioco all’infinito di frammenti che si appartengono l’un l’altro, ed inesorabilmente aspirano a ricombinarsi in una unità primigenia, felice. Forse davvero non esiste città bella che non sia anche etica ma anche logica e giusta, ed infine felice di questo essere tutte queste cose insieme.”
L’intervento dell’arch. Elisabetta Casoni, a chiusura del Convegno, sottolinea che “Conservare e valorizzare il patrimonio storico architettonico con i suoi elementi architettonici e tipologici per mantenere viva la memoria e costruire il futuro sono alla base del grado di civiltà di una comunità” e che “Si deve compiere un passo avanti verso l’idea di una città che guarda alla sua identità storica e culturale per costruire il proprio modello di sviluppo e una visione strategica del proprio futuro. Per i territori il ruolo della città storica è fondamentale nel superamento di un modello legato solo al turismo occasionale. L’obiettivo è estendere e diversificare le proposte, facendo leva sull’identità locale, la cultura, l’accoglienza e gli eventi, per attrarre nuovi segmenti turistici.”
Se ci sono queste idee e delle delibere già approvate perché non metterle in atto? Non sarebbe magnifico e prodigioso, per dare una spinta sia culturale che economica e anche di immagine alla nostra città, che i politici di turno ci provassero?
Francesco Giuliano