Trasformisti e transumanti pari sono?

Ritratto di Giuliano Francesco
 
In algebra vige un concetto fondamentale chiamato “isomorfismo” (dal greco isos, uguale, e morfé, forma, cioè uguale forma) tra due oggetti che, nel linguaggio comune, significa “indistinguibili per la loro struttura”. Nel linguaggio algebrico l’isomorfismo corrisponde a due “strutture algebriche” che hanno lo stesso numero e tipo di operazioni e questo si verifica quando tra le due strutture la corrispondenza è biunivoca. Usando, ad esempio, la tavola pitagorica di moltiplicazione dei segni positivo + e negativo –, e quella di addizione dei numeri pari P e numeri dispari D,
 
                                                                          + x + = +                        P + P  = P
                                                                          + x  -  = -                         P + D = D
                                                                         -  x + = -                          D + P = D
                                                                         -  x -  = +                         D + D = P
 
 
si scopre che sono “la stessa cosa”, in quanto la differenza tra queste due tavole è soltanto una differenza di nomi degli oggetti  (+,– in una e P,D nell’altra) e delle operazioni (moltiplicazione nella prima e addizione nella seconda). Insomma, tra le due tavole basta un cambiamento di nome che esiste una corrispondenza biunivoca. I seguenti esempi pratici risulteranno utili per la comprensione del concetto:
a)Una pallina densa di gomma e una pallina densa di PVC sono entrambe palline dense: anche se sono fatte di materiale diverso, le loro strutture geometriche sono isomorfe.
B)Un normale mazzo di 40 carte da gioco siciliane e un normale mazzo di 40 carte da gioco piacentine: anche se le figure sono differenti, i mazzi hanno la stessa struttura, cioè sono isomorfi e le regole di gioco sono identiche indipendentemente dal mazzo che si utilizza.
In mineralogia si definisce “isomorfismo” il fenomeno secondo il quale due o più sostanze aventi composizione chimica simile cristallizzano nello stesso sistema in forme analoghe, come la magnesite MgCO3 e la siderite FeCO3. Anche qui tra le due strutture chimiche esiste una corrispondenza biunivoca. Da ciò deriva che  l'isomorfismo è un fenomeno molto comune in natura.
“Il postulato dell'isomorfismo della Gestalt (o Psicologia della forma o rappresentazione) sancisce che i processi astratti del pensiero (i processi della memoria, dell'apprendimento, del comportamento, ecc.) hanno un preciso supporto materiale. L'isomorfismo indica un’identità strutturale tra il piano dell'esperienza diretta e quello dei processi fisiologici ad esso sottostanti. Qualsiasi manifestazione del livello sensibile, dalla semplice percezione di un oggetto alla più complessa forma di pensiero, trova un corrispettivo in processi che a livello cerebrale presentano caratteristiche funzionali identiche.”
Afferma Douglas Hofstadter nel suo straordinario saggio “Godel, Escher, Bach: Un’eterna ghirlanda brillante”  che “Si parla di isomorfismo quando due strutture complesse si possono applicare l'una sull'altra, cioè far corrispondere l'una all'altra, in modo tale che per ogni parte di una delle strutture ci sia una parte corrispondente nell'altra struttura; in questo contesto diciamo che due parti sono corrispondenti se hanno un ruolo simile nelle rispettive strutture.”. Di questo saggio ho scritto nel mio articolo del 15 ottobre 2013, http://www.buongiornolatina.it/le-caratteristiche-essenziali-dellintelligenza-alla-base-di-una-cultura-non-compartimentata/, “dove emerge la ricerca di un filo comune, di un meccanismo neurologico latente, che unisca le opere dell’uomo appartenenti a settori della vita che formalmente sono giudicati diversi tra di essi, come la logica, la grafica, e la musica, cioè come le idee, la manualità e il sentimento espresso dalla musica. Questa concezione non dimostra che la Cultura non può essere compartimentata? E che il nostro cervello funziona allo stesso modo sia quando si risolve un problema matematico o si scrive un romanzo o si dipinge un’opera d’arte? Non è il pensiero che guida la mano esperta? …”
Prediamo ora come esempio la transumanza, cioè la migrazione stagionale dalle zone collinari e montane verso le pianure e viceversa delle greggi alla ricerca di pascoli ad opera dei pastori, ovvero il passaggio da un pascolo ad un altro, come ha scritto Gabriele D'Annunzio nella poesia “I pastori”: "Settembre, andiamo. È tempo di migrare./ Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori/ lascian gli stazzi e vanno verso il mare:/ scendono all'Adriatico selvaggio/ che verde è come i pascoli dei monti. ...". Un fenomeno tipicamente italiano quello della transumanza data la conformazione geografica dell'Italia – i monti sulla dorsale e la pianura che si stende verso il mare -, dettato da un'esigenza utilitaristica e necessaria per il sostentamento degli animali, dunque. La transumanza è uno spostamento da un luogo ad un altro che ha inciso, nel tempo, modificandola, sulla psiche di molti italiani facendoli diventare trasformisti. Conseguentemente, risultano “isomorfi” i comportamenti dei transumanti e quelli dei trasformisti, anche se i primi sono encomiabili dal punto di vista morale e sociale, mentre i secondi, al contrario, sono immorali e deprecabili. I transumanti passano da un pascolo ad un altro così i trasformisti passano da una “ideologia” ad un'altra, però secondo i loro bisogni e le loro necessità e non secondo i bisogni e le necessità della collettività. L’operazione, in ambedue i casi, presuppone “processi che a livello cerebrale presentano caratteristiche funzionali identiche” anche se cambia solo lo scopo.
Senza entrare nel merito anche tra verità e falsità c’è “isomorfismo”, che c’è pure tra reale e virtuale come, ad esempio, tra noi e la nostra immagine riflessa da uno specchio, ma c’è anche tra l’essere e il non-essere parmenideo.
Francesco Giuliano