Su ragione e sentimento si può applicare il Principio di Indeterminazione di Heisenberg?

Ritratto di Giuliano Francesco
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31/12/2016
Questo principio è uno dei pilastri su cui poggia la meccanica quantistica che è quella parte della Fisica che studia l’infinitamente piccolo (submicroscopico). Esso esprime i limiti riguardo la determinazione dei valori delle grandezze fisiche osservabili in un dato sistema fisico. Quando due di tali grandezze non possono essere determinate contemporaneamente esse risultano incompatibili. Facciamo ora un esempio operando nel mondo macroscopico per far comprendere al lettore ciò che gli si vuol fare capire. Si consideri un ciclista che percorre ad altissima velocità una strada rettilinea ai cui margini ci sono dei filari di alberi a distanza regolare. Il sistema fisico di riferimento è il ciclista che si muove lungo la strada e le grandezze fisiche incompatibili sono la posizione e la velocità. Se vogliamo ora misurare la velocità e la posizione di questo sistema fisico contemporaneamente dobbiamo costruire un sistema di riferimento fisso su cui c’è un operatore che esegue le relative misurazioni. Premesso che quando si procede alla misurazione di una singola grandezza fisica, l’operatore deve cercare di ottenere una misura precisa e accurata ovvero deve commettere un errore sperimentale minimo e questo è possibile. Nel caso in cui  lo stesso operatore deve procedere alla misurazione contemporanea di due grandezze fisiche incompatibili risulterà impossibile ridurre l’entità degli errori sia nella misura dell’una che in quella dell’altra, cioè risulterà impossibile commettere errori sperimentali minimi. E quanto più l’operatore cercherà di fare il minimo errore nella misura di una grandezza, tanto più grande sarà l’errore della misura dell’altra. In definitiva, l’errore dell’una sarà inversamente proporzionale all’errore dell’altra grandezza. Nell’esempio del ciclista, se l’operatore cercherà di determinare in un dato istante la posizione esatta del ciclista prendendo come riferimento il tronco di un albero, in quell’istante il ciclista dovrebbe fermarsi e ciò comporterebbe una variazione della velocità con il conseguente errore nella sua misura. E, viceversa, se l’operatore vorrà determinare la velocità in corrispondenza di un tronco, in quell’istante la posizione del ciclista sarà cambiata e quindi farà un grande errore nella determinazione della sua posizione. In altre parole, ogni volta che in un dato sistema fisico si vogliono determinare contemporaneamente due grandezze incompatibili,  gli strumenti che vengono usati perturbano sempre radicalmente o l’una o l’altra grandezza.  Ovviamente, questa analogia serve solo a far comprendere al lettore la natura di questo fondamentale principio formulato nel 1927 e noto come principio di indeterminatezza di Heisenberg: “È impossibile la determinazione simultanea della velocità e della posizione di una particella”.
Se, ora, consideriamo il corpo umano come “sistema fisico” a cui si presenta un certo evento che lo coinvolge e lo perturba, esso userà per la valutazione di quell’evento sia la ragione che il sentimento. Ragione e sentimento risulteranno le due “grandezze incompatibili” di tale “sistema fisico”. Ad esempio, quando un uomo sposato incontrando una donna subisce il famoso “colpo di fulmine”, esso nel caso che si lascerà trasportare dal sentimento farà un grave errore sulla ragione e, viceversa, se si lascerà trasportare dalla ragione commetterà un grandissimo errore sul sentimento. Cioè l’una prevarrà sull’altro e viceversa. Applicando, allora, il principio di indeterminatezza alle relazioni umane (amore, amicizia, rapporti commerciali o finanziari, interessi politici, ecc.) si potrebbe azzardare la seguente formulazione per l’analogia testé considerata: “È impossibile l’interpretazione simultanea della ragione e della sentimento di una persona”.
Francesco Giuliano