“Quando bellezza m’appare”, il titolo del nuovo libro di poesie di Francesco Giuliano

Ritratto di Giuliano Francesco
Recentemente (23 marzo 2015) è stato pubblicato il nuovo libro di poesie “Quando bellezza m’appare” di Francesco Giuliano, poeta selezionato nella 4^ edizione del Concorso “Libri-di-versi in diversi libri 4^ edizione 2014-2015 in memoria di Nuccio Caruso” (Libreria Editrice Urso). Il titolo trae origine da una poesia del libro, il cui testo è “Quando bellezza/m’appare/gioia nel mio cuore effonde/ I vivaci colori variegati/ che bellezza esalta/ m’eccitano/ I sapidi sapori stuzzicanti/ che bellezza genera/ appetiti ancestrali risvegliano/ I soavi odori eccitanti/ che bellezza emana/ il mio umore armonizzano/ In questa miscellanea/ le armoniche note/ del tuo violino/ mi/ sublimano/ un passionale fervore/ m’apprende / con gradevolezza/ una voglia di respirare/ e il tuo respiro/ i polmoni/ della tua salubrità” mi colma”.
Questa raccolta mette in luce la grande sensibilità del poeta, il quale si lascia trasportare continuamente dalle emozioni facendosi accompagnare dalle dolci note di “Euterpe”, musa della poesia, che lo guida a percepire l’intreccio misterioso dei suoi sentimenti e a godere di essi. Emozioni che egli estrae dal contatto col paesaggio naturale, da cui coglie sapori, colori, odori e suoni in una mescolanza originale che scuote l’animo. Questo contatto emerge soprattutto dalla descrizione della bellezza di tutto ciò che gli sta intorno, dei tramonti, delle albe, del vento a cui affidare la novella dell’amore verso l’amata, del mare che, con il suo movimento impetuoso, cerca di mescolare l’acqua con l’aria generando la schiuma, miscela finta che si disgrega al cessare dell’impeto che la produce. Non è forse la schiuma pari alla passione sfrenata, dettata dai sensi, che coinvolge intimamente due persone che non si amano? Tutto ciò che il poeta descrive ha come collante l’amore, sentimento sublime alla base della vita, nelle sue diverse sfaccettature, le quali sono arricchite dai riferimenti classici a “Mater matuta”, dea italica dell’aurora, a “Berenice”, ad “Epicuro”, filosofo tanto bistrattato per aver professato le sue idee tendenti ad evitare la sofferenza all’uomo. Il poeta, convinto che l’essere umano nasca per caso anche se spinto a credere al destino, risalta la condizione dell’uomo che sin dalla nascita si trova dentro una gabbia, da cui gli è difficile uscire ma che inconsapevolmente lo induce a riflettere: “Sono io o sono altro?”. In questa condizione, l’uomo è costretto ad indossare una “maschera” e a comportarsi con profonda contraddizione. Nel contempo, tuttavia, egli sente la necessità recondita di dire “io canto libertà”, di lasciarsi attrarre da un  “cannolo siciliano”, di darsi alla pazza gioia “carnevalesca” o di farsi cullare “dall’amico Morfeo”, affidandosi al “sogno” per comprendere la sua “vera essenza” e dimenticare la brevità della vita.
Nel precedente edizione 2013 dello stesso Concorso, Francesco Giuliano è stato selezionato con il libro di poesie “M’accorsi d’amarti”, sempre dello stesso editore (Libreria editrice Urso). Per chi ne vuole sapere di più può consultare il sito http://www.libreriaeditriceurso.com/giulianofrancesco.html, e per chi vuole comprarlo basta richiederlo on line http://www.ibs.it/libri/giuliano+francesco/libri+di+giuliano+francesco.html dove sono riportate tutte le altre pubblicazioni (Romanzi) dell’autore: L’intrepido alchimista (Senso Inverso Editore, 2014), Il cercatore di tramonti (ed. Il Foglio, 2011), I sassi di Kasmenai (ed. Il Foglio, 2009), mentre in questo sito non è riportato “Come fumo nell’aria” (Prospettiva editrice, 2010).