“La felicità è un sistema complesso” , un film di Gianni Zanasi

Ritratto di Giuliano Francesco
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27/11/2015
Titolo: La felicità è un sistema complesso
Regia e soggetto: Gianni Zanasi
Sceneggiatura: Gianni Zanasi, Michele Pellegrini, Lorenzo Favella
Produzione Paese: Italia, 2015
Cast: Valerio Mastandrea, Hadas Yaron, Giuseppe Battiston, Filippo De Carli, Camilla Martini, Maurizio Donadoni, Teco Celio, Daniele De Angelis, Maurizio Lastrico, Paolo Briguglia, Domenico Diele, […]
 
 
Questo film è una commedia dai risvolti filosofici, sociologici e anche scientifici. Infatti, il suo titolo  per quanto riguarda “… un sistema complesso” è stato preso dalla fisica, dove un sistema complesso è un sistema dove le varie parti interagiscono localmente tra loro, cioè in un breve raggio d'azione, e provocano cambiamenti nella struttura complessiva. Le modifiche locali possono essere rilevate, ma non si può prevedere uno stato futuro dell’intero sistema. Il filosofo francese Edgar Morin (1921) sostiene che “nei sistemi complessi l’imprevedibilità e il paradosso sono sempre presenti ed alcune cose rimarranno sconosciute” cioè “la complessità è una parola problema e non una parola soluzione”. La complessità è fortemente legata al caos, per cui siamo governati dal caso che, come diceva Petronio, “suam habet fortuna rationem” cioè “il caso ha la sua ragione”. Come dice anche David Ruelle, nel suo bellissimo e interessantissimo saggio “Caso e caos”, “Ma quale ragione? E che cos’è in realtà il caso? Da dove viene? Entro quali limiti è prevedibile o imprevedibile? A tutte queste domande la fisica e la matematica danno qualche risposta: risposte modeste, a volte incerte”. A ciò aggiunge che “ … le leggi della fisica sono deterministiche: come può dunque il caso fare irruzione nella nostra descrizione dell’universo?” Come sostiene James Gleick, nel suo saggio “Caos – La nascita di una nuova scienza”, se al caso aggiungiamo la nostra abilità possiamo raggiungere gli obiettivi prefissati. Cioè, in sintesi, nella azioni umane non c’è determinismo, ma solo casualità. Basterebbe analizzare visivamente i fiocchi di una nevicata per rendercene conto. Ci si accorgerebbe che sono diversi l’uno dall’altro eppure si sono formati contemporaneamente.
Ovviamente, l’abilità deve tener conto del concetto di equilibrio, il quale quando viene alterato subentra una perturbazione e solo dopo un lasso di tempo e in opportune condizioni l’equilibrio può ripristinarsi anche se diverso da quello precedente.
Sulla base di queste premesse, il film rappresenta una metafora dei giorni nostri, la metafora della crisi economica, in cui un valente professionista, unico nel suo genere, Enrico Giusti (Valerio Mastandrea) induce al licenziamento molti alti dirigenti che a suo dire “hanno distrutto il nostro paese”, e contribuisce a determinare quella “purezza” tanto osannata dal laconico, cinico e arrogante manager Bernini senior (Teco Celio) coadiuvato in questa impresa anche dal figlio Carlo (Giuseppe Battiston) che si dà alla droga per sopportare le turpi azioni che commette. Le cose si complicano - cioè l’equilibrio viene perturbato - dal momento che in un grave incidente stradale muoiono i coniugi Lievi, proprietari di una grande società con otto filiali, di cui cinque in Italia e tre all’estero. I due figli Lievi, Filippo (Filippo De Carli)  maggiorenne che studia filosofia all’università, e Camilla (Camilla Martini) ancora minorenne, ereditano il 51 percento della società ma vengono coadiuvati dallo zio Umberto (Maurizio Donadoni) in quanto Camilla è ancora minorenne. Filippo è un giovane ancora pulito, non compromesso, senza pregiudizi, di sani principi, che si distacca dall’azione cinica e perversa di tutti gli adulti che operano nella società e non condivide la chiusura di una delle aziende italiane, in seguito alla quale gli operai vengono licenziati. Un fatto casuale avvenuto in posto casuale induce Filippo Lievi a prendere le redini della gestione societaria. In questo viene coadiuvato da Enrico Giusti che, grazie ad una ragazza israeliana Achrinoam (Hadas Yaron), riflette sullo stato delle cose e sul suo modo di agire e cerca di riscattarsi contravvenendo alle regole berniniane. Tutto avviene per caso, ma l’abilità di Enrico determina un cambiamento che porta a pensare in senso positivo.
Molte scene del film stimolano a riflettere. Soprattutto quella in cui i giovani capeggiati da Filippo Lievi pattinano dentro un tunnel  arrivando alla sua uscita immersi in una luce profonda. Un bel film da non perdere.
 
Filmografia
Nella Mischia (1995), Fuori di me (1999) A domani (1999), La vita è breve ma la giornata è lunghissima (doc., 2004), Non pensarci (2007).
Francesco Giuliano